Barbaresco

Barbaresco

Storia e Curiosità

Il toponimo del paese deriva da “Barbarica Silva”, poiché pare che anticamente il territorio fosse ricoperto di fitti boschi che costeggiavano le rive del Fiume Tanaro.
Tra le popolazioni preromane che abitarono quelle colline ricordiamo i Liguri Statielli e si narra che sempre nell’antichità esistesse sulle colline che ora ospitano Barbaresco una foresta sacra dedicata a divinità pagane, popolata di querce maestose.

Successivamente, dopo la conquista da parte dei Romani, questo territorio fu soprannominato Villa Martis, si trattava del primo nucleo del paese attuale e comprendeva al suo interno una fornace di laterizi.

Con la caduta dell’Impero Romano questi territori furono teatro di invasione da parte dei Longobardi, dei Franchi e dei Saraceni, ma l’attuale fisionomia architettonica del borgo risale prevalentemente all’epoca medievale, quando furono realizzati la Torre e il Castello. In questo periodo infatti Barbaresco divenne un borgo fortificato conteso tra le rivali Asti e Alba. 

Nei secoli successivi, Barbaresco e i territori circostanti furono a lungo contesi tra varie famiglie nobili, per poi essere annessi al Regno di Casa Savoia.

La torre di Barbaresco, la più ampia e maestosa del Piemonte.

La costruzione della torre di Barbaresco risale a epoca Romana, per la precisione al periodo del Basso Impero. Dalla base fino a quasi metà lo spessore delle sue mura è di tre metri, per poi proseguire con circa un metro e mezzo nella parte alta e fino alla cima. Una costruzione davvero imponente che, dopo secoli di incuria, nel 1897 venne svuotata e risistemata per ordine del professor Cavazza, all’epoca proprietario della torre stessa.
La torre non presenta alcuna apertura fino a metà altezza e pochissime anche nel tratto soprastante, a testimoniare la funzione difensiva del maestoso edificio.
Anticamente ricoperta da un tetto, esso fu tolto nel 1821 quando, per la visita di Re Vittorio Emanuele I e della Regina al Castello di Govone, il Comune di Barbaresco, la sera del I° ottobre, fece accendere sulla torre un gran falò in segno di gioia. La torre scoperta, ed esposta alle intemperie per anni ha subito per questo gravi danni.

Barbaresco e il “Suo” vino

Negli ultimi decenni Barbaresco ha visto nascere la sua economia locale soprattutto grazie alla produzione dell’omonimo vino, prodotto con uve Nebbiolo.
Uno dei quattro italiani ad avere avuto per primi, nel 1981, il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, il Barbaresco possiede fin dal 1966 un suo “disciplinare di produzione”, che ne detta le norme di coltivazione e vinificazione.

Austero, pungente, dal colore rosso rubino quando giovane, ma che tende al granato quando invecchia, il Barbaresco è caratterizzato anche dalla una straordinaria trasparenza, un limpidezza cristallina anomala e distintiva, che insieme alla sua eleganza e alla finezza di aromi contrassegna e rende unico questo vino squisitamente piemontese, uno dei più amati al mondo.

Il Barbaresco nasce dalle uve Nebbiolo coltivate su queste colline e per la precisione dei Comuni di Barbaresco, Neive e Treiso. Diamo uno sguardo e proseguiamo il nostro tour anche in questi due suggestivi borghi!

Neive

Neive deve il suo nome a una delle prime famiglie romane che si insediarono qui, la Gens Naevia.
Suddivisa in parte alta e bassa, mantiene ancora oggi un centro storico di grande impatto, caratterizzato da pittoresche viuzze che s’intersecano, formando un piccolo e suggestivo reticolo di viottoli.

Neive Alta, tra casette in pietra di Langa e tegole rosse addossate l’una all’altra, offre quindi uno scenario più che caratteristico di questa zona e, attraverso i suoi ricchi palazzi e le dimore appartenute a famiglie nobili del passato, descrive appieno la sua storia. Oggi molti di quei palazzi sono sede di celebri cantine, come la Casa dei Conti di Castelborgo.

Altro punto di notevole interesse sono l’abitazione più antica di Neive, ossia Casa Cotto e la pregevole Torre dell’Orologio, risalente al 1200.

Treiso

Il suo nome deriva molto probabilmente dal latino “Terzius”, ossia il luogo in cui era sita la pietra del terzo miglio della strada romana “Magistra Langarum“, la stessa che da Alba Pompeia conduceva nella Provenza francese, di cui ancora rimangono alcuni frammenti fra queste colline. Qui nacque Publio Elvio Pertinace, divenuto imperatore romano nel 193 d.C., personaggio storico che oggi dà il nome a una frazione del paese.

Oltre alla Chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Assunta, in stile barocco classicheggiante, intorno al paese sorgono numerose cappelle campestri e piloni, tra cui una Cappella-Pilone dedicata  ai Partigiani Caduti in ricordo degli eroi della Resistenza.

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Tour in E bike – Pedalando tra Barbaresco, Treiso e Neive”

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